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( mercoledì, 08 aprile 2009; 15:53 )
«La vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai.» (Linus Van Pelt)
![]() ( venerdì, 06 febbraio 2009; 17:06 )
E quando le senti parlare di questo o quel vestito per entrare nel quale vogliono iniziare una dieta inconcepibile, di quanto la vita sia ingiusta con loro perchè quel ragazo non le caga, di come siano infelici perchè le loro madri le chiamano quando sono in giro con gli amici, allora ti verrebbe voglia di dar loro un cazzotto e cheidere se sanno cosa sia questo.
BrokenSoul; venezia, rabbia, seriamente parlando, donne di oggi, donne doggi, sotto la superficie; commenti (2)? ( martedì, 20 gennaio 2009; 21:48 )
VI
Luce abbagliante, calore
una stanza, un letto
fisso un quadro per ore
non mi alzo, pesante in petto. ( sabato, 10 gennaio 2009; 17:21 )
Fabrizio de Andrè ha colto in pieno il fatto che “la presa di coscienza nell’uomo dell’opposizione in lui e nella società, tra la ricerca della verità pratica e l’ideologia dominante debba, per essere reale, operarsi nell’intellettuale innanzitutto a livello delle sue attività professionali e della sua funzione” e lo ha fatto accettando di essere, in quanto intellettuale vero, eterno e miserabile esule su questa terra, che rifiuta sdegnosamente i facili accasamenti e gli altrettanto facili lauri che il potere riconosce a chiunque accetti di condividerne gli obiettivi. “Prodotto di società lacerate, l’intellettuale è un loro testimone, poiché non ne ha interiorizzato la lacerazione”: Fabrizio de Andrè di tale lacerazione ne ha cantato ogni aspetto, personale e collettivo, salvando dall’oblio tutti quelli che strada facendo quella stessa lacerazione designava come scarti, pezzi inutili. Oggi però, di fronte al genocidio di interi popoli e culture perpetrato dai nuovi diktat dell’economia di mercato, di fronte alla sempiterna alleanza di Stato e chiesa quando si tratti di giustificare qualsiasi mezzo per il fine, di fronte allo scempio che la società sta producendo tra le cose e tra gli uomini e, infine, di fronte a milioni di nuovi diseredati, esclusi, oltraggiati, affamati, derubati, offesi che da ogni parte del mondo si stanno accaldando attorno alla cittadella del benessere occidentale, forse è giunto il momento per chi va “in direzione ostinata e contraria” di non limitarsi più alla semplice testimonianza o grido indignato. C’è bisogno di qualcosa d’altro che sappia scardinare la pace terrificante dell’ininterrotta e falsa domenica delle salme che stiamo attraversando fin da troppo tempo. Che cosa sia questo qualcosa d’altro è impossibile da definire a priori: forse il modo migliore per comprenderlo è quello che suggeriva Elio Vittorini quando, all’intellettualismo del “pensare solo con la mente” opponeva il “pensare con tutto il corpo”. Sarebbe certamente il miglior modo per continuare ad andare in direzione ostinata e contraria, mentre l’umana commedia si avvia a calcare le scene globalizzate, multimediali e certo disumane del medioevo prossimo venturo. Grazie a Guy de Maupassant, Romano Giuffrida e Bruno Bigoni per le citazioni.
Ci manchi, Faber.
Quando la morte mi chiamerà
…. ![]() BrokenSoul; citazioni, ricordi, canzoni, nostalgia, rabbia, seriamente parlando, de andrè; commenti (5)? ( sabato, 03 gennaio 2009; 17:53 )
![]() Il sole a maggio è timido e scompare verso l'ora del rosario. Si sprigiona dalle vecchie travi l'aria intrisa dell'inverno, la facciata della chiesa bianca lentamente si ravviva, come il viso di una dolce suora che si scopre nello specchio. anche se è passato tanto tempo stride ancora la sua porta e ricordo l'ultima occasione, una grazia mai avuta, ora stanco e teso come un arco per le beffe della gente, mi abbandono fra li accordi tristi dove un giorno annegherò. Dietro i ceri il canto dei bambini che mi scuote il petto come un pugno. Una voce libera e lontana resta chiusa fra gli altari, l'uomo è il primo e il più grande fra i tesori della terra. Passi rumorosi nella piazza, polvere sui marmi bianchi, braccia sollevate dal lavoro, le bandiere, l'acquasanta, dietro all'uscio chiuso il prete ascolta mille voci nella festa, l'uomo è il primo e il più grande fra i tesori della terra. Rumore di primavera nel freddo di Gennaio. Aria nuova, per riscoprire la dolcezza delle vecchie abitudini. Entrami dentro, resta lì, non uscire. È così bello. Buon anno. Quanto lo vorrei, un buon anno. Non lo sarà, mentre aspettiamo insieme l’inevitabile. Sii forte. Non tu, io.
( venerdì, 05 dicembre 2008; 08:29 )
Bisogna chiudere i conti in sospeso col passato. E con l’alcol. BrokenSoul; figure di merda, rabbia, seriamente parlando, alcol, borgo, voglio morire, fattanza, cheppalle; commenti (1)? ( domenica, 23 novembre 2008; 12:24 )
Quando vedo intorno a me i giovani che stanno perdendo gli antichi valori popolari e assorbono i nuovi modelli imposti dal capitalismo, rischiando così una forma di disumanità, una forma di atroce afasia, una brutale assenza di capacità critiche, una faziosa passività, ricordo che queste erano appunto le forme tipiche delle SS: e vedo così estendersi sulle nostre città l’ombra orrenda della croce uncinata. Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto a essa e all’angoscia che la produce non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare. (P. Pasolini)![]()
Qualcosa sta cambiando. Devo ancora capire se in meglio o in peggio. Devo ancora capire c o s a . Mi manca casa, mi manca Venezia. Povera pezza lacerata, che sono. Anche io voglio una candeggina bianca senza strap. ( mercoledì, 29 ottobre 2008; 22:31 )
Ci sono quelli che hanno avuto il 68, Woodstock, la rivoluzione sessuale, gli anni di piombo, il post-comunismo. La mia generazione ha avuto Wanna Marchi. Fin da quando ho raggiunto l'età della ragione, ho sentito ripetermi dal televisore che eravamo grassi, lardosi , brutti, che facevamo schifo. Ma che bastavano duecentomilaaaa lire e tutto si sarebbe risolto. Tutta la mia generazione la capiva. Lei gridava: "D'accordooo?" E noi, evidentemente, lo eravamo. ![]() ( giovedì, 16 ottobre 2008; 19:03 )
Fra i corpi e le anime passa lo stesso rapporto che fra un piede e una scarpa. Il corpo sta all'anima come un piede alla scarpa che calza. Le scarpe possono essere solidali coi piedi o soffrire la loro oppressione, possono adattarsi alla loro forma o tormentarli, non è detto che la scarpa sia fatta per il piede, né che il piede sia l'equivalente della scarpa. A scarpa e il piede non sono la stessa cosa. Possono sposarsi alla perfezione oppure no. La differenza sta nel fatto che i piedi possono cercare un paio di scarpe e le scarpe trovare un nuovo padrone, ma l'anima di una persona – la mia – ha solo questo corpo e deve calzarlo per sempre. ...Allora, mentre si sdraia sul letto e guarda le travi di legno armoniche e robuste sulla sua testa, vorrebbe essere proprio ciò che è: una scarpetta da ballo, col tacco sottile per non ferire la terra su cui cammina, e appuntito per lasciare un'impronta profonda, con la punta stretta per abbracciare forte il piede che la calza, con la pelle conciata per essere morbida e gentile, forse sorpassata dalla moda, solo bagnata da uno spruzzo lucido di vernice nuova, ma che vorrebbe essere amata per questo.
Mi manchi. ( domenica, 14 settembre 2008; 18:46 )
![]() Sette giorni alla sospirata partenza.
. E gli occhi bruciano senza rumore, non è solo il vento, non è solo il sale . |
Nella scatola
passo le notti nero e cristallo a sceglier le carte che giocherei a maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai e voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida a salvarmi, vieni a salvarmi salvami bacia il colpevole se dice la verità [Afterhours] Involucro primordiale della crisalide di una nuova vita, un cambiamento necessario nella spasmodica attesa di quella svolta che mi travolgerà con la forza di cento tempeste. l'ape regina
Vent'anni, voce senza volto che continua a mettere in piazza gli attimi fuggenti della sua vita per un egotico bisogno di aprirsi ad una platea deserta; gli occhi nascosti dietro l'obiettivo e in testa un sacco di idee disordinate come una valigia piena di cianfrusaglie.
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oh how I wish
tempus edax rerum Pannasmontata clock Le Orme
Edo Ele Erika Iko Lavi Lucia Lucre Nico Numi Salish Stefy Tia Verox on air
Le Orme. Mercanti di Liquore. De andrè. Guccini. Modena city ramblers. Jefferson Airplane. Ska-p. Guano apes. Cranberries. AC/DC. Scorpions. Iron maiden. Metallica. Blind guardian. Mago de oz. Belle and Sebastian. Guns'n'roses. System of a down. Beatles. We are scientists. Sex pistols. Clash. Pink floyd. Punkreas. Vinicio Capossela. Nirvana. Dream theater. Queen. Cure. Danny Elfman. Vangelis. Nine inch nails. Sigur ross. Prodigy. Depeche mode. Flogging molly. Ramones. Goran Bregovic. Red hot chili peppers. Mozart. Howard Shore. Nightwish. Cradle of filth. Manowar. Giovanni Allevi. The fall. Helloween. Mogwai. Elio e le storie tese. Gli atroci. Metalmeccanici. The Jesus and Mary chain. Marlene Kuntz. Tre allegri ragazzi morti. Ratti della sabina. Subsonica. Stratovarius. Verdena. Io?Drama. Marta sui tubi. Joy division. Marylin Manson. Can. Megadeth. Anthrax. Baustelle. Gioman & Killacat. Sud sound system. Pantera. Slayer. Nekromantix. Demented are go. Dresden dolls. Horrorpops.
cinematografo
The nightmare before Christmas. Full metal jacket. Il favoloso mondo di Amelie. Trainspotting. La leggenda del pianista sull'oceano. Requiem for a dream. Alice nel paese delle meraviglie. Animal house. Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Brian di Nazareth. Il gatto nero e il gatto bianco. Il grande Lebowsky. Eurotrip. Le fate ignoranti. Magnolia. Paura e delirio a Las Vegas. Il cielo sopra Berlino. Tideland, il mondo capovolto. Zoolander. La mala educacion. Schegge di follia. This is England. SLC punk, fuori di cresta. Salò o le 120 giornate di Sodoma. The dreamers. Novecento. Le conseguenze dell'amore. Quadrophenia. Brazil.
mi sono raccontata così
alcol alex a famigghia bluvertigo borgo brusa canzoni cheppalle citazioni concerti de andrè di nulla e nulla donne di oggi donne doggi fattanza figaggine pauer figure di merda giordi hippie happiness ila johnny mago de oz marta nostalgia pasolini peanuts poesie rabbia ricordi seriamente parlando sigur ros sotto la superficie teatro tette venezia viaggi voglio morire perle ai porci
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